Non riesco né posso rimanere indifferente dopo averlo visto. Il docufilm che racconta quello che è accaduto e sta ancora accadendo in quella sventurata terra di Palestina, è qualcosa che va oltre ogni più terribile immaginazione. L’uccisione pianificata e organizzata di un popolo, lo sterminio, il genocidio. Solo coloro che hanno vissuto l’ultimo conflitto bellico o qualcuna delle guerre che si sono succedute negli ultimi 80 anni possono rivivere lo strazio che questa vicenda racconta. Per tutti coloro invece che conoscono quei drammi attraverso lo studio, le foto, i film appare come il più tragico dei racconti attuato da coloro che hanno perpetrato la pulizia etnica. Ci si potrebbe soffermare su diversi aspetti che hanno portato ad una situazione così drammatica, aspetti storici, politici, economici ma qualcuno che preme il grilletto o schiaccia il pulsante c’è e solo quello fa la differenza, solo quello segna la separazione tra la vita e la morte. Il buio che copre i volti di chi racconta è il buio che si è annidato nelle menti di troppi esseri umani che non distinguono più cosa sia il bene e il male. Cosa sta andando così storto in questo mondo dove sta prevalendo una logica di morte e distruzione, come si può accettare che la terra dove affondano le radici degli ulivi siano nutrite dal rosso del sangue dei suoi abitanti? Facciamo attenzione, sono situazioni alle nostre porte, hanno coinvolto il popolo più martoriato della storia, popolo che ha subito come nessun altro la sofferenza e il patimento , eppure come nel più classico dei romanzi gialli il colpo di teatro, la vittima che diventa carnefice. Come può accadere tutto questo, come si può concepire un destino così crudele e atroce ? Nessuno adesso si può sentire lontano da questa tragedia, nessuno può autoassolversi come qualcosa che non gli appartiene che non lo riguarda. C’è uno scollamento e una schizofrenia nelle nostre società che appare in tutta la sua potenza. Cosa rimane del senso di appartenenza alla comunità umana, quando ogni giorno ci sono segnali che evidenziano la deriva che abbiamo preso, se non riprendiamo in mano il valore intrinseco della vita pur nelle differenze di colore della pelle, di religione, di lingua ecc, se non riscopriamo ciò che ci accomuna e ci rende simili siamo spacciati. Vorrei che riflessioni simili e anche migliori girassero in ogni organizzazione, associazione o gruppo presente sulla rete, i tempi sono gravidi di incertezza e disorientamento ritroviamo il senso ed il senno di ciò che sta accadendo. Andatelo a vedere.
“Qualsiasi persona comune, senza particolari inclinazioni malvagie, può diventare uno dei peggiori criminali, semplicemente rinunciando alla capacità di pensare in modo critico e morale.”
Hannah Arendt
↳ In risposta a Adelaide
Ottima citazione e sintesi
Non ho visto il film ma le cose che ho letto in proposito coincidono perfettamente con quanto espresso da Luigi e con un commento giornalistico che riferisce come alla prima proiezione in sala c’era un “silenzio agghiacciante”.
Grazie ai due autori che hanno mostrato al mondo delle cose che non sembravano neppure immaginabili.
↳ In risposta a Denis
Il film sarà possibile vederlo su Rai Storia del digitale terrestre can. 54