Ieri 22 ottobre in occasione dell’incontro programmato con alcuni ragazzi dell’Istituto Nautico Galvani di Trieste, abbiamo avuto la straordinaria occasione di poter ascoltare dalle parole di Alex Bellini l’importanza di saper creare relazioni positive con gli altri partendo dalla conoscenza di se stessi. Chi più e meglio di lui che ha saputo affrontare la traversata dell’oceano Atlantico su una barca a remi (7mesi) e quella dell’oceano Pacifico (10 mesi), può parlare con cognizione di causa di cosa voglia dire sapersi ascoltare soprattutto quando si è immersi nel profondo silenzio in mezzo al mare. La paura, la solitudine ma anche la consapevolezza di conoscere i propri limiti, le sensazioni della dimensione dell’animo umano rapportato alle sconfinate distese di acqua hanno reso queste imprese uniche. Noi che le ascoltiamo non possiamo non rimanere meravigliati e coinvolti dal loro racconto pieno di autenticità. Ma aldilà dell’avventura, c’è una persona dal forte magnetismo e carisma. Bellini è un unicum che ti prende e ti porta con se, senza toni enfatici o trionfalismi, perchè ciò che gli importa soprattutto è comunicare che la cosa importante è uscire dagli stereotipi nei quali siamo immersi, conoscere altre realtà diverse dalla nostra, altri modi di intendere la vita frutto di percorsi di vita non assimilabili. La sua testimonianza della discesa su una zattera autocostruita con i rifiuti trovati sul luogo, dei 10 fiumi più inquinati al mondo (dal Gange, al Nilo, al Mekong al Fiume Giallo) sono l’altro aspetto che mettono in evidenza la sua attenzione verso l’ambiente e di come gli esseri umani in spregio delle conseguenze continuino a sversare rifiuti nei fiumi ciò che poi finiranno nel mare (l’85%), contaminando la fauna marina e indirettamente noi stessi. Il suo slogan “siamo tutti sulla stessa barca” è più che mai adeguato ai tempi che attraversiamo fatti di comportamenti tutt’altro che finalizzati al bene comune, tempi che richiedono consapevolezza e conoscenza. La spirale che stiamo percorrendo ci sta portando sempre più ad acuire i problemi anziché risolverli. Bellini ci dimostra che trovare un equilibrio è ancora possibile, rifuggire dal consumismo estremo, il rispetto di tutto ciò che ci circonda, piante animali ed esseri umani è alla base per poter ancora godere di una vita che ci passa veloce ma è l’unica possibilità che ci viene data per renderla degna. Credo che anche la lettura dei suoi libri possa aiutare a dare una dimensione più umana alla nostra vita. Ieri ho concluso dicendo ai ragazzi presenti che hanno avuto una grande occasione di poter ascoltare la testimonianza di un uomo credibile e che mi auguro conservino a lungo nelle loro menti.